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................SAVONA la città moderna

Si può convenzionalmente ascrivere al piano regolatore del 1856 degli architetti Galleano e Cortese l' inizio di Savona come città moderna; in pochi anni la città ancora parzialmente circondata dalle antiche mura inizierà quello sviluppo a strade ortogonali che delimitano grandi isolati a cortile interno caratterizzando così marcatamente la Savona ottocentesca e che la porteranno ad occupare l' intera piana sulla sponda sinistra del Letimbro. Per effettuare un intervento di tale portata venne abbattuto buona parte dell' antico tessuto medioevale urbano; per la costruzione di via Paleocapa ( arteria che univa la torre della Quarda alla vecchia stazione) venne sbancata parte della collina del Monticello sostituendo la precedente edilizia con grandi palazzi borghesi nei quali  si legge il progredire temporale dei lavori (1870 - primi del 1900): i più antichi da piazza del Popolo verso il mare sino a giungere al liberty del Palazzo dei Pavoni (1912). Piazza Mameli con l' edificio della Banca D' Italia vedrà il suo completamento nei primi decenni del 1900. Via Giuria e via Caboto che si tagliano ad angolo retto in piazza Cavallotti vennero aperte sventrando il quartiere medioevale dei Cassari ( da cassoa una specie di mestolo ); ai lati della medioevale via Untoria ( che sbocca in piazza Giulio II nel punto in cui sorgeva la porta Bellaria) vennero costruiti appartamenti di edilizia popolare. Corso Italia strada principale della espansione ottocentesca vede al suo intersecarsi con Corso Mazzini a destra il Palazzo Delle Piane dovuto come il Palazzo dei Pavoni al Liberty di Alessandro Martinengo; a sinistra l' Ospedale San Paolo risalente alla metà del 1800, ora non più in uso. Sempre in via Paleocapa troviamo la piazza Sisto IV con il Municipio nuovo risalente nell' aspetto odierno agli anni 30. Sempre risalente agli anni trenta troviamo piazza Marconi e la adiacente piazza Saffi con il palazzo della Prefettura ( 1939 ). Altro edificio degli anni trenta è il palazzo delle Poste ( 1932 ) che presenta sulla facciata il " Pegaso Alato" scultura di Arturo Martini. Pesantemente bombardata durante l' ultimo conflitto mondiale, nel dopoguerra Savona ha avuto la sua espansione principale nello Oltreletimbro, nei quartieri di Legino, di Zinola e di Valloria dove è stato costruito il nuovo ospedale. C' è da dire che a differenza dell' urbanizzazione precedente quella del dopoguerra ha un carattere quanto mai disorganico dal punto di vista architettonico. Pregevole rimane comunque a Savona l' opera di Pier Luigi Nervi a cui si devono i progetti del Palazzo della Provincia (1964) e della Stazione Ferroviaria ( 1960) adiacente alla quale si trova Piazza Martiri della Libertà con la Parrocchiale di San Giuseppe di Gaetano Sanguineti (1957-'59 ) ed il monumento alla Resistenza opera di Agenore Fabbri; dalla Stazione Ferroviaria è possibile ammirare sul lato opposto del torrente Letimbro l' ardita costruzione architettonica del nuovo Palazzo di Giustizia. Purtroppo rimane ormai da troppo tempo incompiuta la zona antistante la nuova Stazione la cui definitiva sistemazione porterebbe alla totale unione delle due zone ai lati del Letimbro ora collegate in maniera urbanisticamente omogenea solo nella parte verso il mare con le nuove costruzioni nei pressi di Corso Tardy e Benech tra le quali ricordiamo il complesso denominato "le Ammiraglie", il Palazzetto dello Sport, la adiacente chiesa di San Paolo, il Palazzo della Telecom ed il " Matitino".